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CORSO RIPROPOSTO, IN ARRIVO IL NUOVO VOLANTINO

Il nuovo corso avrà inizio a fine ottobre e avrà lo stesso numero di lezioni e titoli di argomenti, ma le lezioni saranno di 2 ore! Per ogni info sul corso, contattare il recapito nel volantino.

Da gennaio 2018, ci sarà il CORSO DI STORIA MEDIEVALE A CONFRONTO CON LA SOCIETÀ' MODERNA di 7 lezioni.



Le Vesti del Perdono

Le Vesti del Perdono
Il progetto della ricostruzione dei costumi della miniatura di Donizone, dedicata al Perdono di Canossa

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Questionario sulla rievocazione storica ed il costume.

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La Lana

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Figura 1 - Immagine di miniatura medievale che raffigura la tonsura delle pecore

La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di ovini (pecore e di alcuni tipi di capre), conigli, camelidi (cammelli) e alcuni tipi di lama. Essa si ottiene attraverso l'operazione di tosatura, ovvero taglio del pelo, che per le pecore avviene in primavera. La lana che si viene ad ottenere viene definita lana vergine.

Un altro metodo per ricavare la lana è quello di recuperarla dopo la macellazione della pecora stessa. La lana che si ricava si chiama lana di concia. L'industria inoltre riutilizza la lana ricavata dagli scarti di produzione; si parla in questo caso di lana rigenerata.

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Diverse sono le razze che da tempo immemore vengono impiegate per ottenere la lana.

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Figura 2 – tosatura

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Figura 3 - la lana dopo la tosatura

Sono classificate come lana solo le fibre provenienti da particolari animali. Di seguito è riportato l'elenco degli animali da cui si produce, unitamente al corrispondente codice presente sull'etichetta del tessuto:

La lana, una volta lavata per ripulirla e sgrassarla, ha una tinta che va dall'avorio al bianco. La sua lucentezza è data dalla sezione circolare e dalle scaglie. Nell'analisi microscopica, si può notare che longitudinalmente la fibra si presenta con delle caratteristiche scaglie che ne ricoprono la superficie esterna, mentre la sua sezione è di tipo circolare.

La fibra della lana

La fibra, che è costituita da una sostanza proteica, la cheratina, ha lunghezza tra i 2 e i 40 cm e sezione circolare; è rivestita esternamente da squame e presenta numerose ondulazioni elastiche, origine della caratteristica arricciatura. Questa struttura conferisce alla lana morbidezza, elasticità, igroscopicità ed elevata coibenza termica, per via dell'aria trattenuta tra le fibre. Scarsa invece la resistenza alle sollecitazioni meccaniche La finezza (o diametro delle fibre) è l'elemento di maggiore rilievo per valutare la qualità di una lana e, come la lunghezza della fibra medesima, dipende dalla zona di prelievo del vello (fianchi, ventre, spalle ecc..). Tra le proprietà tecnologiche vanno segnalate l'attitudine della lana alla tintura, la buona lavorabilità e la facilità di filatura. Per contro la lana non sopporta la stiratura e può infeltrire perdendo la sua morbidezza.

Altre proprietà

La lana è una fibra calda al tatto e dotata di alta termocoibenza. Quest'ultima caratteristica determina che gli indumenti tessuti con la lana risultino più spessi con un conseguente trattenimento di una maggiore quantità di aria. Il calore provoca sulla fibra della lana la degradazione. Una prima degradazione che si manifesta con un impercettibile ingiallimento può cominciare attorno ai 70 °C; a 130 °C inizia la vera e propria decomposizione; a 170 °C si ha uno sviluppo di ammoniaca. Tuttavia la lana può rimanere esposta per brevi tempi senza soffrire degradazione anche a una temperatura di 200 °C: questa proprietà viene sfruttata dalle industrie per l'operazione di termofissaggio. La lana è relativamente resistente alla fiamma e, bruciando, sviluppa un odore simile all'osso bruciato contemporaneamente alla formazione di piccoli grani neri che, se toccati, si polverizzano. La lana è dotata anche di termoplasticità. Il tessuto di lana non solo isola dal freddo ma anche dal caldo; alcune popolazioni africane la usano di giorno per ripararsi dal caldo e la sera dal freddo.

La lana è una fibra che si tinge molto facilmente. Questo viene dato dal fatto che la lana presenta un carattere anfotero, cioè si comporta come una base in presenza di coloranti acidi, mentre si comporta come un acido in presenza di coloranti basici.

Il lavaggio della lana dopo la tonsura

La lana che noi vediamo nei tessuti e nei gomitoli non è una lieve rielaborazione di quella vergine. Prima che la lana possono essere usata per scopi commerciali, essa deve essere perlustrata, e sottoposta ad un processo di pulizia. Il lavaggio può essere semplice come un bagno in acqua tiepida, o complicato come un processo industriale con detergenti e alcalini, e attrezzature specializzate. Nella lana commerciale la materia vegetale e le altre sostanze che sporcano sono spesso rimosse dalla carbonizzazione chimica. Nelle lane meno trasformate, la materia vegetale può essere rimossa a mano o con detergenti dolci. Inoltre tramite processi chimici dal vello viene anche rimossa la lanolina che viene usata solitamente nei detergenti per lavaggi di capi di lana oppure in cosmetica dal momento che ha azione emolliente.

La qualità del vello è determinata da una tecnica nota come classificazione della lana, eseguita da una persona qualificata chiamata per effettuare la classificazione, ossia la scelta della lana migliore.

La trasformazione

La trasformazione, che comprende filatura, tessitura e le altre operazioni collegate, è stata per secoli prerogativa europea, con Inghilterra e Italia in testa. Oggi la lavorazione della lana vede il rapido avanzare degli stati asiatici. Dalla seconda metà del Novecento la sua produzione fu superata prima dal cotone e da altre fibre di origine vegetale, poi dalle fibre artificiali e sintetiche.

Per la sua origine, la lana è usata tipicamente per il vestiario, ma ha soprattutto sbocchi sul mercato dei tessuti per arredamento e per le imbottiture (cuscini e materassi). Non viene impiegata nei tessuti tecnici ed industriali. Spesso però, la lana viene impiegata in mischia con altre fibre. La si può trovare con la seta, per capi di pregiata fattura, con cotone e lino, per la produzione di maglieria intima; con il poliestere, per indumenti estivi, con fibre acriliche per produrre filati di maglieria.

La qualità

La qualità della lana è determinata dai seguenti fattori

Il diametro della fibra è la caratteristica unica e più importante nel determinare la qualità ed il prezzo della lana.

La lana vergine merinos è in genere 3-5 cm di lunghezza ed è molto sottile (tra 12-24 micron). La lana di pecora presa da animali destinati alla macellazione, è in genere più grossolana, e ha le fibre che sono da 1,5 a 6 pollici di lunghezza. La lana è inoltre suddivisa in gradi, basati sulla misurazione del diametro della lana in micron. Tali gradi possono variare a seconda della razza o lo scopo della lana.

Quando comprate della lana

Quando si compra della lana, specie quella al metro e non gli scampoli, bisogna sempre assicurarsi che sia lana naturale e non sintetica e lo dovete chiedere. Quando è semisintetica lo riconoscete dal fatto che tende ad arricciarsi e non sta mai piegata ed è sottilissima. Inoltre quando comprate della lana chiedete sempre che tipo di lana è che lavaggio è meglio fare anche se le varie lane è sempre bene lavarle a freddo in lavatrice con detergenti apposta o a mano.

La lana è di quei tessuti a prezzi vari quindi si va dalla lana più rozza a quella più pregiata e il salto nel prezzo è notevole. Inoltre se scegliamo la lana dobbiamo assicurarci dal rivenditore di tessuti che la lana che stiamo acquistando non macchi e non perda colore, che non si infeltrisca facilmente. A dire il vero tutti i tipi di lane, specie quelle più pregiate tendono ad infeltrire un poco nel lavarle. Un consiglio che do a chi sceglie di usare tessuti di lana, ma non solo perché il consiglio è da applicare anche ad altri tessuti, è di lavare prima il tessuto come lo si laverebbe quando l’abito è confezionato. In tal modo si nota se la stoffa si stringe, si allarga, ecc. I lavaggi che consiglio sono

- A mano in acqua fredda, non fresca! Consiglio di usare saponi delicati (quelli adatti alla lana vanno bene, non ne va usato troppo perché aggredisce la lana, altrimenti si possono usare le saponette di Marsiglia da bucato che lasciano un gradevole profumo sul tessuto; per ammorbidire sconsiglio di usare gli ammorbidenti perché creano una patina sul tessuto impermeabile e che impedisce una buona asciugatura del tessuto con la conseguenza che a lungo andare il tessuto rimane umido e assume il caratteristico odoraccio di umido e inoltre si rovina! Si possono usare invece i balsami per capelli. Strano ma vero, funzionano. La lana è fatta di fibre esattamente come i nostri capelli, in fin dei conti, la lana è il pelo dell’animale e come il nostro capello contiene cheratina ed è delicato e quindi deve essere trattato con prodotti non aggressivi come i balsami. Una volta lavato e risciacquato sempre in acqua fredda il tessuto, si immerge in acqua altrettanto fredda e si versa un poco di balsamo (circa 5-10 ml), si gira il tessuto o si mescola l’acqua in modo che il balsamo si sciolga e si lascia riposare per circa 30 minuti, poi si torna a sciacquare ed eventualmente si fa fare una centrifuga in lavatrice. Sconsiglio di strizzare il tessuto perché si rovina, in particolar modo si sformerebbe. La lana infatti mal sopporta e mal resiste ai solleciti meccanici. Una centrifuga non comporta nessuna sollecitazione meccanica dal momento che è una funzione della lavatrice per la separazione di fase (solido-liquido).

- In lavatrice con lavaggio a freddo o con la funzione lavaggio a mano, usando prodotti detergenti appositi per la lana. Potete usare poco ammorbidente (mezzo tappo). In lavatrice l’ammorbidente non si riesce ad attaccare saldamente alle fibre come avverrebbe nel lavaggio a mano e questo per via del fatto che in lavatrice il tessuto subisce un risciacquo più intenso di quello a mano. In lavatrice però consiglio di lavare il tessuto singolarmente perché se perde colore evitate di rovinare altri capi e inoltre non correte il rischio che durante il lavaggio e i giri della lavatrice non si intrecci ad altri tessuto, tirandosi ogni volta e quindi rovinandosi.

Anche se ho scritto questi due consigli chiedete sempre per il tipo di lana che comprate che tipo di lavaggio vi consigliano, anche se molti preferiscono consigliare un lavaggio a secco (si usano sostanze chimiche e spesso anche dannose per la pelle). Ovviamente però non si può andare in lavanderia tutte le settimane! Quindi se volete fare tutto a casa potete prendere un lembo del vostro tessuto e immergetelo in acqua tiepida, se perde colore o esce infeltrito allora vuole dire che è delicato e che perde e quindi dovete lavarlo a freddo, possibilmente a mano, seguendo i consigli scritti sopra. Attenzione ad usare l’aceto se ve lo consigliano, è vero che è acqua santa per la lana, ma è anche un composto acido e non va bene su tutti i tipi di lana.

Inoltre assicuratevi che lana che state comprando non sfilacci perché in tal caso dovrete usare la funzione taglia e cuci, altrimenti fatevi indicare il verso del taglio. Ricordatevi però sempre, prima di cucire a macchina, di imbastire per unire i lembi.

Quando cucite la lana a macchina potete usare questi tipi di punti.

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Se cucite la lana a macchina andate a moderata velocità con il pedale perché se l’ago rischia di incepparsi e di trascinare con sé la fibra rompendo il tessuto. Altra cosa siccome la lana tende un po’ a “scappare” o scivolare, consiglio di tenere un po’ tirato (non troppo, solo appena tirato) il tessuto alle due estremità, mentre passa, ossia aiutatelo a scorrere tenendolo in mano. Se tirate troppo infatti si rischia di inceppare la macchina. Usate un filo di cotone abbastanza resistente ma morbido, di un colore che si intoni con quello del tessuto. Inoltre se cucite a macchina della lana e avete imbastito non è necessario usare degli spilli, infatti questi rischiano di incontrare nel loro cammino l’ago e se uno spillo viene colpito dall’ago durante la cucitura l’ago si potrebbe spaccare, si spacca lo spillo con il rischio che i pezzettini finiscano dentro e rompano l’intera macchina.

Se invece volete cucire a mano vi ci vuole più tempo e inoltre bisogna essere precisi e soprattutto dovete conoscere i punti del cucito. Quelli che vi consiglio sono il punto indietro o il sopraggitto 1.

Quando cucite della lana a mano usate un filo di cotone che sia resistente e un po’ grossino ma non troppo. Se usate della lana correte il rischio che questa perda colore comunque durante il lavaggio.

Una volta che avete confezionato l’abito potete tornarlo a lavare con le indicazioni scritte sopra!

Cosa importante: infilate nell’abito un attaccapanni (quelli in legno vanno bene) facendo attenzione a non tirare (consiglio di lasciare l’abito aperto, se fate caso nel disegno del didietro dell’abito c’è la scollatura a V con i lacci) e poi appendetelo non al sole né vicino a fonti di calore (si secca e indurisce, infeltrisce e si rovina) ma in un luogo asciutto e ventilato (in una lavanderia appeso ai fili se li avete) altrimenti lo potete stendere sullo stendino

Importantissimo: non stirate mai lana. Se proprio dovete stirarla non usate mai assolutamente un ferro incandescente, potreste poi buttare via tutte le ore di lavoro occorse per confezionare l’abito. Altra cosa, potete stirare usando la modalità del ferro per i tessuti pregiati e delicati, quelli che di solito si attaccano come seta, raso, nylon, ecc. in particolare ricordatevi di girare la manopola che si trova sotto l’impugnatura del ferro per la temperatura minima in modo che durante il riscaldamento il termostato arrivato ad una certa temperatura si spenga. Stirare a secco o con vapore al minimo, nel secondo caso lasciate aperto il capo o mettetelo sul termo (se siete in inverno) o all’aria all’ombra (se siete in estate, no al sole perché si rovina la lana e diventa secca) in modo che si asciughi. Io consiglio di stirare a secco.

I consigli detti sopra valgono per tutti i tessuti derivati dalla lana o ad alta percentuale di lana nella loro composizione.

Bibliografia

Lana – Wikipedia (ITA)

Wool – Wikipedia (ENG)

L'abito femminile altomedievale europeo – Vivere il Medioevo

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