Ricerca

Visite al sito

Corsi...

CORSO TERMINATO

Le Vesti del Perdono

Le Vesti del Perdono
Il progetto della ricostruzione dei costumi della miniatura di Donizone, dedicata al Perdono di Canossa

Costume storico

Questionario

Questionario
Questionario sulla rievocazione storica ed il costume.
Vivere il Medioevo 2014. Powered by Blogger.

Viandanti del blog

Laboratori creativi


La seta

image La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono ottenere tessuti tendenzialmente pregiati. La seta viene prodotta da alcuni insetti della famiglia dei lepidotteri e dai ragni. La seta utilizzata per realizzare tessuti si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte da bachi da seta della specie Bombyx mori. A volte vengono utilizzate anche alcune specie della famiglia Saturniidae.

L'aspetto luccicante della seta è dovuto al prisma triangolare della struttura della fibra di seta che permette alla stoffa di rifrangere la luce in arrivo da diverse angolazioni producendo così diversi colori.

Di seta non c’è solo quella del baco da seta, altri tipi di seta sono prodotti da diversi altri insetti, ma solo la seta dei bachi è quella che viene impiegata nell’industria tessile. Rispetto alla seta del baco, le altre sete differiscono dalla prima per la loro struttura molecolare. Le sete sono principalmente prodotti dalle larve di insetti. La produzione della seta è particolarmente comune negli imenotteri (api, vespe e formiche), ed è talvolta usato da loro nella costruzione nido. Altri tipi di seta sono prodotti da alcuni artropodi, soprattutto aracnidi vari, come i ragni (vedi seta di ragno).

Storia della seta

Si narra che la nascita della bachicoltura si deve all'imperatrice cinese Xi Ling Shi [1], ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in Cina già nel 6000 a.C. Le vesti di seta che erano riservate agli imperatori cinesi, entrano a fare parte del guardaroba della classe sociale più ricca diventando un bene di lusso ambito che si estende fino alle aree raggiunte dai mercanti cinesi per le qualità di leggerezza e bellezza.

Secondo la tradizione cinese, la storia di seta inizia nel XXVIII° secolo a.C.

La Cina ha mantenuto il monopolio della seta per diversi millenni, i suoi segreti e la sua coltivazione.

La coltivazione della seta si sviluppa in Giappone intorno al 300 d.C., mentre in Occidente, i Bizantini iniziarono la coltivazione dei bachi solo a partire dal VI sec d.C. contemporaneamente agli arabi. A seguito della diffusione della sericoltura, le esportazioni di questo tessuto subirono un brusco calo, anche se continuava a mantenere una posizione dominante sul mercato della seta di lusso. Con le crociate l’Occidente europeo ebbe la possibilità di conoscere la seta e la sua lavorazione. L’Italia in particolar modo divenne uno dei più grossi produttori di seta. Alcuni cambiamenti nelle tecniche di produzione ebbero inizio proprio nel Medioevo, con l’introduzione di dispositivi come la ruota che gira. Per i cambiamenti radicali però bisognava aspettare la rivoluzione industriale.

La rivoluzione industriale cambiò molto del settore della seta in Europa. Alcune innovazioni nella filatura come l’introduzione del telaio Jacquard, consentì una maggior produzione del tessuto. a seguito però di un’epidemia di una malattia del baco da seta, il commercio nell’Europa occidentale, specie in Francia, subì un blocco e cessò la produzione, che per altro comportò anche la perdita della fibra di seta senza possibilità di poterla recuperare. Nel XX secolo il Giappone e la Cina hanno riconquistato il loro ruolo nella produzione della seta, e la Cina è oggi di nuovo il più grande produttore al mondo di seta. La creazione di nuovi tessuti sintetici come il nylon ha ridotto a lungo andare l’acquisto di seta in tutto il mondo, dal momento che è facile da trovare e poco costoso. In tal modo però la seta è tornata un bene di lusso (la seta purissima costa dai 20 ai 40 € al metro).

L’Italia e la seta: il duopolio con la Cina nel Medioevo e la decadenza nel Novecento

Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea di seta, le città di Palermo e Catanzaro e Como erano particolarmente rinomate. Il primato le venne conteso dalla zona di Lione in Francia nel XVII secolo, nella quale giunsero molti artigiani provenienti da Catanzaro sotto dominazione francese. L'allevamento dei bachi fu un importante reddito di supporto all'economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, un'industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle corporazioni che la praticavano, l'Arte della seta di Firenze.

Industrie dei filati serici fiorirono a Lucca ed in seguito (alla fine del XIII secolo) a Bologna: il "mulino alla bolognese" (che migliorava le macchine utilizzate a Lucca mediante una ruota idraulica ed un incannatoio meccanico) permetteva di ottenere filati più uniformi e resistenti rispetto a quelli prodotti a mano o con altri mezzi meccanici. Secondo numerosi storici della rivoluzione industriale il mulino da seta alla bolognese, forte di innovazioni tecniche e dell'energia meccanica dei canali di Bologna, rappresenta un importante modello di sistema protoindustriale che permise alla città di commercializzare filati in tutta Europa attraverso il Canale Navile.

Con Cina e Giappone l'Italia è ai vertici della produzione mondiale di seta greggia. Primeggiano Como e la zona di Meldola nel forlivese, e San Leucio (Caserta).

La produzione di bozzoli in Italia comincia a declinare nel periodo tra le due guerre mondiali fino a scomparire dopo l'ultima, a causa di due fattori: la produzione di fibre sintetiche e il cambiamento dell'organizzazione agricola. Con l'inurbamento e l'industrializzazione la concorrenza estera divenne insostenibile. Continuarono a produrre, grazie alle tecnologie avanzate e all'alta qualità dei prodotti destinati alla moda e all'arredamento, le tessiture e stamperie del centro-nord, che lavoravano seta cinese. Ora che i paesi asiatici si stanno massicciamente industrializzando e il loro livello tecnologico e qualitativo si adegua alle esigenze occidentali la loro concorrenza è diventata insostenibile, molti produttori italiani si limitano a commercializzare coi loro marchi prodotti interamente realizzati all'estero. Nel 1900 i maggiori esponenti dell' industria serica italiana furono le famiglie Gavazzi e Ferrario.

image

Figura 1 - Tabella dei maggiori produttori di seta al mondo, dati aggiornati al 2005, fonte Wikipedia

Caratteristiche della seta

La seta è una fibra naturale di origine animale. Il baco da seta secerne un filamento continuo lungo circa 1/1,5 km con il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina (presente per circa l’80% in peso) avvolte nella sericina (20% circa). Quest’ultima viene eliminata durante un processo chiamato “sgommatura”. Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quello di fibre sintetiche. La sericina può essere eliminata trattando il filo di seta con acqua calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la “mano” della fibra. A seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere:

  1. la seta sgommata o cruda, quando la sericina è stata rimossa del tutto;
  2. la seta raddolcita o “souplè”, nella quale la sericina è stata tolta solo in parte.

Nel caso della seta cruda si può fare un trattamento di “caricatura” che serve a migliorare la resistenza della fibra, che era stata compromessa con il processo di sgommatura. Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del filamento: può arrivare facilmente ai 700-800 metri. Questo la rende la fibra animale più lunga. Da 100 kg di bozzoli si ricavano 20/25 kg di seta cruda e 15 kg di cascame.

I filati e i prodotti della seta

 image

I tessuti della seta

image

Il Taffetà (si pronuncia Taf-tà)

Il taffetà è un tessuto di seta. Dal persiano "taftah", participio passato del verbo "Tàftan", torcere, intrecciare, tessere. Erroneamente il termine taffetà è usato al posto di tela. Uno dei più bei tessuti in seta, con armatura a tela, caratterizzato da una densità di ordito superiore a quella di trama. Ha struttura serrata e quasi rigida, di aspetto lucido e luminoso, mano frusciante a ogni minimo movimento, leggerissimo e brillante. I riflessi iride nel taffetà cangiante sono ottenuti usando in trama e in ordito filati di colori diversi. Esiste anche in fibre artificiali e sintetiche.

Georgette

Il georgette è un tessuto estremamente leggero e sottile, di mano rigida, ad armatura tela. Deriva il suo nome della sarta francese Georgette de la Plante che lo ha creato. Il materiale solitamente utilizzato per il georgette è la seta, ma è disponibile anche in lana. La varietà più trasparente e preziosa è la crêpe de Georgette, con una grana finissima e una leggerissima ondulazione crespata ottenuta con l'uso di filati di titolatura finissima con torsioni differenti o contrarie. Il nome crêpe de georgette nasce dall'unione del termine francese crêpe (crespo) con quello della sarta. Adatta ad abbigliamento femminile fine ed elegante: per camicette e abiti.

Crêpe

Crêpe è il nome generico di tessuti, diversi nei materiali e nel peso, caratterizzati dall'aspetto increspato, granuloso e mosso. L'armatura è a tela. Il nome viene dal francese crêpe (crespo).

L'ondulazione della superficie viene ottenuta utilizzando i filati omonimi, che la movimentano grazie alla elevata ed opposta torsione dei trefoli che li compongono o alternando trame e orditi con filati a tensione opposta, l'effetto si manifesta in fase di finissaggio per effetto del restringimento diverso dei filati.

Il materiale di elezione è la seta ma ne esistono in lana e fibre sintetiche, spesso miste alla seta.

 image

Chiffon

Lo chiffon è una stoffa molto leggera, a velo trasparente in armatura tela prodotta con filati fortemente e diversamente ritorti, è soffice ma resistente, dalla leggera crespatura orizzontale.

Dal francese chiffe, cencio o straccio. Contrariamente al significato del suo nome è piuttosto costoso (fino a 20 € al metro) e molto elegante, usato soprattutto in abiti da sera, è un tessuto ricco quanto fragile; difatti va lavato con molte precauzioni, meglio se a mano, poiché in lavatrice potrebbero tirarsi dei fili. È un tessuto che gualcisce molto facilmente, proprio per la sua delicatezza. Impiegato in gonne, camicette, lingerie, foulard, nastri, e parti molto raffinate dell'abbigliamento, in commercio è possibile trovarne in cotone, seta, e materiale sintetico, quest'ultimo con formula leggermente stretch.

Organza

L'organza è un tessuto sottile e trasparente, ad armatura tela, realizzato con il filato di seta organzino.

Il suo nome viene da Urghenz in Turkestan. È detta anche amaike. Oggigiorno, molti organza sono tessuti con cotone e con fibre sintetiche come poliestere o nylon. Le organze più lussuose sono tessute ancora in seta. L'organza di seta è tessuta lungo il fiume Yangtze e nella provincia di Zhejiang in Cina, ma anche nell'area di Bangalore in India. Organze di seta di lusso sono prodotte in Francia e Italia.

L'organza può anche essere ricamata per farne tende o copriletti o altra biancheria fine: questo suo uso era soprattutto diffuso in passato, anche perché sono richieste particolari abilità e competenze da parte della ricamatrice perché l'effetto risulti soddisfacente. L'organza oggi è prodotta in vari tipi tra cui stropicciato, liscio e cangiante, effetto ottico prodotto mediante l'utilizzo di filati di colori diversi per la trama e per l'ordito.

Raso

image Il raso o satin è un tessuto fine, lucido, uniforme, dalla mano morbida. Costruito con armatura a raso, in cui i punti di legatura sono radi e largamente distribuiti così da apparire nascosti. Il suo materiale d'elezione è la seta, si può realizzare anche in fibre sintetiche come il rayon o il poliestere, se in cotone deve subire, come finissaggio, una calandratura per conferirgli l'aspetto lucido.

Il suo nome viene da radere, raso = rasato, reso liscio.

La sua storia è strettamente collegata a quella della seta, per millenni monopolio della Cina. Il raso era un tessuto molto pregiato, utilizzato per l'abbigliamento e l'arredamento. In particolare il damasco, il lampasso e il broccato, che hanno come sfondo il raso, dal medioevo vestirono e ornarono le corti europee.

Il raso è una delle armature base con tela e saia; ha slegature di trama lunghe, a evidente effetto di ordito sul diritto e di trama sul rovescio, da' risultati migliori nei tessuti con alta riduzione e con filati serici. Segue un ordine di spostamento (scoccamento) superiore all’unità, che viene coperto dagli orditi.

 

I vari tessuti di raso sono:

image

Il raso è adatto alla confezione di capi di abbigliamento fine come cravatte, biancheria intima, camicie, abiti femminili; si usa per fodere, tappezzeria e arredamento.

Velluto

Il velluto è un tipo di tessuto che presenta sulla faccia del dritto un fitto pelo (velluto unito o tagliato) o una serie di minuscoli anelli di filo (velluto riccio). Il nome deriva dal latino vellus, vello, e ne indica efficacemente la caratteristica copertura di pelo, di lunghezza e tipo variabile.

La sua origine è occidentale e si stima sia avvenuta verso il XIII secolo. In Italia divenne di buona diffusione presso le classi agiate intorno al Trecento ed era al tempo maggiormente prodotto a Lucca, Genova, Firenze, Venezia e Catanzaro.

Si realizza a telaio con filati molto sottili usando due orditi, uno dei quali per la base (ordito "grosso") ed uno per il pelo (ordito di pelo), e una sola trama. Il telaio per velluto deve essere fornito di due subbi uno per l'ordito grosso e uno per quello di pelo che deve avere una lunghezza molto superiore all'altro, dovendo il fili del pelo percorrere molta più strada per girare intorno ai ferri.

Ci sono due tipi di velluto

  1. Riccio
  2. Tagliato o unito

image Nel velluto riccio gli elementi del fondo (trama e ordito grosso) si incrociano con un'armatura semplice, dopo tre battute si alza l'ordito di pelo, si inserisce una sottile bacchetta tonda di metallo (ferro) che tiene sollevati tutti i fili di pelo (quarta trama), le battute successive bloccano l'ordito di pelo intorno alla bacchetta così che che dopo averla sfilata rimangono degli anelli di filo che sporgono dal fondo.

Nel velluto tagliato a differenza del velluto riccio in quello unito l'anello che viene formato dall'ordito di pelo viene bloccato nello stesso passo e successivamente tagliato in alto con una lama (trevette), il ferro per questo lavoro ha sezione ogivale con una scanalatura nella parte superiore per lo scorrimento della lama (l'operazione è detta cimatura). Nei telai industriali è realizzato come un tessuto doppio (due strisce di tessuto una sopra e una sottostante collegate dall'ordito di pelo, quando questo viene tagliato dalla lama il tessuto doppio si divide in due e viene arrotolato su due subbi diversi.

Esistono velluti di lana e di seta, ma quello di cotone rappresenta di gran lunga il più diffuso riferimento del termine, mentre per tessuto peloso si parla più genericamente di velour. Varianti di lavorazione producono i velluti operati, come il velluto a coste (o corduroy), il microvelluto, il velluto elasticizzato, il velluto cesellato (o soprarizzo), la ciniglia, il millerighe, il velour, il velveton, il dévoré, il froissé, il velluto jacquard. Oltre che per l'abbigliamento, il velluto è utilizzato anche in edilizia come rivestimento murale per interni, come tappezzeria (anche nell'industria automobilistica) e per passamaneria. Vi sono numerosi altri impieghi, alcuni dei quali protettivi come l'uso per rivestimento di custodie (ad esempio per strumenti dell'ottica e della musica).

Il damascato o damasco

Il damasco è un tipo di tessuto operato monocolore con disegni stilizzati o floreali ad effetto di lucido-opaco. Si produce con un telaio Jacquard. Il fondo è dato da un'armatura a raso da otto e i motivi decorativi dal raso da otto rovescio. L'effetto è provocato dal contrasto della lucentezza della parte a raso con l'opacità di quella dove il raso si presenta a rovescio e dall'utilizzo di filati di differente torsione e finezza. Effettivamente il damasco non ha un diritto e un rovescio ma solitamente si considera diritto il lato dove il disegno viene formato dalla trama, quindi il fondo risulta lucido. Damascato è detto un tessuto che assomiglia al damasco ma ne differisce per essere realizzato con filati di diversi colori, per cui l'effetto di lucido-opaco viene ampliato dall'effetto dei colori. Il materiale più adatto al damasco è la seta anche se si possono utilizzare filati in cotone, il cotone misto a seta e fibre artificiali.

image

Figura 2 - damascato

La sua nascita avvenne in Cina, ma il suo nome deriva dalla città di Damasco in Siria che ne fu grande produttrice ed esportatrice nel XII secolo. In Italia le prime a produrlo furono Venezia e Genova che, come repubbliche marinare, avevano contatti con Damasco, In seguito divennero famosi quelli prodotti a: Caserta, Catanzaro, Lucca, Palermo, Parma e Vicenza. Dato il materiale pregiato che lo compone e la lunga e difficile lavorazione, era un tessuto prezioso usato dalla chiesa per paramenti e abiti sacerdotali, nelle corti per abiti di gala e nell'arredamento di palazzi e regge. Nel XVII secolo si cominciò ad impreziosirlo con fili d'oro e d'argento e da effetti in rilievo, è dall'ampliamento di queste elaborazioni che nasce il broccato.

Dal XIX secolo la sua produzione cominciò ad essere fatta con telai Jaquard, cosa che abbassò di molto i tempi di esecuzione e quindi i costi. Oggi l'uso di questo tessuto è particolarmente diffuso nel campo dell'arredamento per cuscini, poltrone, tendaggi; nell'arredo sacro e nella ricostruzione storica con capi d'abbigliamento per pali e sfilate.

Il broccato

Il broccato è un tessuto operato, con complessi disegni colorati, realizzato con un telaio Jacquard. Si ottiene inserendo nella tessitura una serie di elementi supplementari sia in ordito che in trama, necessita quindi di più orditi, uno per il fondo e altri per la legatura del disegno, e più trame. È una elaborazione del damasco.

Le trame supplementari si chiamano trame broccate e concorrono a costruire il disegno che si stacca dal fondo di un altro colore. I fili supplementari, sia di trama che di ordito sul rovescio sono liberi e formano delle briglie quando non sono legati, e quindi non compaiono sul diritto, perché non occorrono per il disegno. Il materiale che lo costituisce è la seta, di titolo finissimo, che lo impreziosisce e gli conferisce l'aspetto lucido, con l'eventuale aggiunta di fili in oro e argento.

image

Figura 3 - Eleonora di Toledo, dettaglio del vestito in broccato

È nato verso il XVII secolo quando si cominciò ad impreziosire i tessuti in damasco con fili d'oro e d'argento e con effetti in rilievo. Tessuto prezioso sia per il materiale, la seta, sia per la complessità della lavorazione era esclusiva dei nobili, del clero e e dei regnanti. Un importante centro di produzione del nobile tessuto, in Italia fu la città Catanzaro. Dal XIX secolo la sua produzione cominciò ad essere fatta con telai Jaquard, cosa che abbassò di molto i tempi di esecuzione e quindi i costi.

Oggi l'uso di questo tessuto è particolarmente diffuso nel campo dell'arredamento per cuscini, poltrone, tendaggi; nell'arredo sacro, per paramenti e addobbi, nella ricostruzione storica con capi d'abbigliamento per pali e sfilate. A dispetto del nome Il broccatello appartiene alla famiglia dei lampassi, ha come caratteristica il fondo, costruito con ordito e trama in canapa o lino quindi rigido, da cui si staccano i disegni, con un altro ordito e trame lanciate in seta, che risultano in rilievo.

Il lavaggio della seta

Anche qui per il lavaggio bisogna sempre chiedere prima consiglio al rivenditore di tessuti. Come per la lana vi potrebbero consigliare di lavare a secco. Io consiglio però di far la prova del lembo con acqua calda a 40°C o anche solo con acqua fredda. Se vedete che il tessuto perde colore anche in acqua fredda, lavatelo versando 3 cucchiaini di sale fino per mantenere il colore. Se volete usare della seta bianca, invece, non lavatela mai e poi mai con la candeggina perché la danneggia, anche se è una candeggina per delicati. Usate piuttosto un po’ d’aceto bianco (mezzo bicchiere in 1 litro circa) che metterete nell’acqua prima di immergervi il tessuto. L’aceto preserva il bianco. Quando volete lavare un capo bianco in seta potete immergere prima il tessuto in una bacinella con il quantitativo di aceto relativo al quantitativo di acqua e poi fare un lavaggio a freddo con un detersivo per delicati e un poco di ammorbidente. Alcuni consigliano di usare un lavaggio per tessuti pregiati e delicati a 30°C, anche perché la seta non sopporta le temperature superiori ai 40°C. Se invece volete fare un lavaggio a mano usate un sapone come quello di Marsiglia. Risciacquate il tessuto e fate fare la centrifuga con la lavatrice.

Per quanto riguarda lo stirare, la seta non sopporta le alte temperature e quindi usate a temperatura minima con vapore minimo o a secco, meglio a secco. La seta purissima si consiglia sempre di lavarla a mano, acqua fredda, da sola in assenza di altri capi. Solitamente però la seta viene unita ad altre fibre più resistenti dal momento che da sola tende a spaccarsi e rompersi. Non asciugate mai la seta al sole (i capi colorati si macchiano e i banchi ingialliscono), ma in un luogo asciutto e ventilato (per i tessuti ancora la tagliare si consiglia di stenderli a metà sui fili, se non li avete si consiglia di distendere il tessuto su tutta la superficie dello stendino, potete anche piegare il tessuto se questo fosse molto lungo o molto alto). Tenete lontana la seta dalle fonti di calore.

Per i tessuti derivati dalla seta o con un’altra percentuale di seta come per esempio il raso, si consiglia sempre di seguire le indicazioni per la seta. I tessuti pregiati sono in genere tutti delicati e quindi consiglio vivamente di fare la prova del colore prima di lavare il tessuto, di lavare quasi sempre a freddo o a mano in acqua fredda, non usare mai la candeggina ma un po’ di aceto bianco (per i capi bianchi); usate saponi delicati e raramente gli ammorbidenti, piuttosto usate dei balsami o degli shampoo.

Per quanto riguarda il cucire usate degli aghi molto sottili e fili sottili ma resistenti di colore analogo a quello del tessuto che state usando. Visto che la seta tende a sfilacciare, o usate il taglia e cuci o fate dei punti articolati in modo che il tessuto sia tenuto fermo in modo saldo per quanto riguarda i lembi.

Note importanti per il velluto

Il velluto è un tessuto che tende, specie quello di cotone, a perdere colore. Si consiglia sempre prima dell’uso di lavarlo in acqua fredda per vedere se perde (basta bagnare anche solo un lembo). Se perde, quando farete il vostro abito o costume medievale, usate solo questo tessuto per tutto il capo, non mettetelo mai insieme a tessuti di natura diversa o di colore diverso, primo perché si macchierebbero e secondo perché hanno un trattamento di lavaggio spesso molto diverso se non opposto. I capi di velluto vanno lavati da soli in lavatrice, con un sapone detergente e bisogna usare pochissimo ammorbidente. Si consiglia di fare sempre e solo lavaggio a freddo in lavatrice, non usate, chi l’ha, la funzione lava a mano perché rovinate il tessuto. se invece lavate solo a mano e avete la fortuna di avere un tessuto che non perde colore, usate un sapone neutro (il Marsiglia va sempre benissimo) e poi versate un poco di balsamo per capelli (tiene il pelo morbido) e lasciate riposare una decina di minuti, risciacquate (va bene in lavatrice) e fate fare la centrifuga. Il velluto liscio, di solito si consiglia di lavarlo a secco (con sostanze chimiche in lavanderia), però è sempre meglio chiedere al negozio di tessuti dove lo si compra. Inoltre il tessuto di velluto va sempre e assolutamente stirato per il rovescio, ossia la parte non pelosa, altrimenti dovrete cacciare via la stoffa, l’abito e pure il ferro!

Quando volete fare un abito di un colore attenzione alla passamaneria di velluto, anche qui chiedete sempre il tipo di velluto ed eventualmente fate la prova del lembo in acqua e soprattutto scegliete sempre un colore uguale il più possibile a quello del tessuto.

Per i velluti di lana, seta e cotone, inoltre è sempre consigliato il lavaggio in acqua fredda o a mano in acqua fredda e da soli!

Il lavaggio del damascato e del broccato

Questi due tessuti vanno sempre lavati a freddo o a bassa temperatura (30°C in un lavaggio per lana e pregiati). Se vengono lavati a mano fate fare il risciacquo alla lavatrice e la centrifuga, non strizzate il tessuto si rovina e si deforma!

Lavaggio degli altri tessuti della seta

I tessuti come lo chiffon, l’organza, la crepe vanno sempre lavati a mano in acqua fredda con shampoo che li tiene morbidi e non attacca le fibre. Oppure potete lavarli in lavatrice sempre a freddo con un poco di detergente e ammorbidente. Anche qui si consiglia sempre di fare la prova per vedere se il tessuto macchia, in tal caso dovete sempre lavare il tessuto ed il capo che ne ricaverete da soli.

Note


[1] Vissuta nel XXVIII secolo a.C., viene onorata come "Signora dei bachi da seta" perché, secondo una leggenda, mentre si accertava dei danni subiti dai gelsi dell'imperatore, scoprì per prima fra i mortali che il baco produceva la seta, e diffuse il segreto fra il suo popolo, dando vita all'arte della sericoltura.

Bibliografia

Storia della seta – Wikipedia (ENG)

Seta – Wikipedia (ENG)

Seta – Wikipedia (ITA)

Taffetà – Wikipedia (ITA)

Georgette – Wikipedia (ITA)

Crepe (tessuto) – Wikipedia (ITA)

Chiffon – Wikipedia (ITA)

Organza – Wikipedia (ITA)

Raso – Wikipedia (ITA)

Velluto – Wikipedia (ITA)

Damascato – Wikipedia (ITA)

Broccato – Wikipedia (ITA)

Vivere il Medioevo - L'abito femminile altomedievale europeo

2 commenti:

  1. Magnifico sito.... sono una semplice insegnante di scienze che sta collaborando ad un progetto interno attivato per il natale e mi sono concentrata sui tessuti dei pastori del famoso presepe Napoletano. Ho trovato le sete di san Leucio e sono finita, inseguendo informazioni sulla seta, anche qui da voi. Complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      sono Chiara, Amm.ce e curatrice del sito e dei contenuti.
      Mi fa molto piacere che Lei abbia apprezzato il blog e il mio lavoro!
      Un grosso in bocca al lupo per il Suo lavoro!

      Elimina

Gentile Viandante, il tuo commento sarà pubblicato non appena approvato dall'Amministratore entro 24h. Si raccomanda di non usare questo spazio per fare commenti o domande su argomenti che non centrano con quanto scritto nel post che ti accingi a commentare. Se hai delle richieste specifiche clicca qui: Scrivici. Non si risponde tramite questo servizio poiché non sempre vi è la certezza che l'utente riceva o legga la risposta. Puoi usare questo spazio anche per esprimere apprezzamenti, nel rispetto delle norme della buona educazione e del regolamento del sito.

Gli utenti che utilizzeranno questo spazio per scrivere insulti a noi o altri utenti del blog, bestemmie o inviare link con virus o materiale illegale, saranno segnalati alla Polizia Postale.