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Le Vesti del Perdono

Le Vesti del Perdono
Il progetto della ricostruzione dei costumi della miniatura di Donizone, dedicata al Perdono di Canossa

Costume storico

Questionario

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Questionario sulla rievocazione storica ed il costume.
Vivere il Medioevo 2014. Powered by Blogger.

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Tunica maschile altomedievale in lino grigio, con mantello in velluto di lana verde (VIII-XI secolo)

Realizzata in lino di media grossezza di colore grigio, questa tunica presenta un taglio a T con maniche lunghe e strette ai polsi, mentre il gonnellino è svasato secondo la moda dal VIII al XII secolo. La lunghezza della tunica è media, né corta come quella romana né lunga come quelle più di moda nelle classi aristocratiche all’inizio XII secolo. La tunica di media lunghezza rimase la forma più diffusa per buona parte del Medioevo in quanto consentiva una certa agilità del movimento, specie quando fu munita di una leggera svasatura ai lati o aperture frontali o posteriori ed era utilizzata dalla maggior parte della popolazione, soprattutto nella quotidianità e non nelle occasioni mondane dove si faceva sfoggio per i più ricchi e i nobili dei tessuti più belli e preziosi. La tunica presenta una chiusura posteriore, poco diffusa in epoca medievale; mentre sul davanti, ad altezza della scollatura, è ornata con la stessa passamaneria del mantello. Il modello qui presentato s’ispira soprattutto al modello franco-carolingio a partire dal VIII secolo. Sotto alla tunica venivano indossate la camicia e le mutande (che erano molto diverse dalle nostre e usate da tutti). Le gambe erano lasciate nude come presso le popolazioni anglosassoni, anche se talvolta si tendeva ad usare le brache, specie in inverno. I piedi erano protetti da calze suolate, rinforzate man a mano nel tempo fino a trasformarsi intorno al IX secolo in veri e propri stivali o scarpe chiuse. Il mantello è realizzato in velluto di lana [1], di forma semicircolare e taglio lungo secondo la moda franca e non è foderato [2]. Ai bordi e sul bordo del collo, il mantello presenta una caratteristica passamaneria nera in cotone con motivi geometrici e cruciformi di colori oro e bianco. Parte della passamaneria del mantello è stata lavorata in modo da fissare la fibbia metallica dove viene chiuso il mantello, su un lato e tutta l’applicazione è stata effettuata a mano. La tendenza a portare il mantello chiuso su un lato aveva anche funzioni pratiche e non solo estetiche, ed era diffusa anche tra le donne, specialmente durante l’Impero Bizantino dei primi secoli (Mosaici di San Vitale a Ravenna). Tale moda si diffuse anche in Occidente, ma qui fu usata soprattutto dagli uomini mentre le donne, obbligate con il Cristianesimo a proteggere il corpo anche dallo sguardo, dovevano coprirsi del tutto e probabilmente nei primi secoli del Medioevo, specie in Europa e al Nord, furono utilizzate delle coperte senza taglio né forma, sostituite poi da veri e propri mantelli, chiusi davanti. In epoca bizantina e anti carolingia i mantelli erano lunghissimi, ma la moda li accorciò in Occidente in modo drastico riducendo quasi di metà la lunghezza, sebbene Carlo Magno fosse contrario a mode così poco funzionali e scoraggiò il commercio dei mantelli corti, preferendo quelli lunghi, come riporta anche il suo biografo. In Oriente rimase invece la moda del mantello lungo chiuso su un lato e per questo si tende spesso a identificare questo modello come “modello bizantino” o “alla moda bizantina”. Per il taglio, il colore e il materiale, questo modello fa riferimento alla moda maschile dei secoli dell’Alto Medioevo fino al XII secolo.
 

Alcune fasi della lavorazione


Fasi della lavorazione del costume e del mantello (10) Fasi della lavorazione del costume e del mantello (11) Fasi della lavorazione del costume e del mantello (14)
La refilatura del tessuto per evitare l’usura e gli sfilacciamenti
 
Fasi della lavorazione del costume e del mantello (23) Fasi della lavorazione del costume e del mantello (27)
 Fasi della lavorazione del costume e del mantello (28) Fasi della lavorazione del costume e del mantello (29)
 

La tunica



 
 
Esposizione costume (33)
 
Esposizione costume (17)
 

Fonti bibliografiche

Carlo Magno. Un padre dell'Europa. Alessandro Barbero – Edizioni Laterza, 2002

 

Note


[1] Il tessuto scelto per il mantello è il velluto di lana, la materia prima d’elezione insieme alla seta per questo genere di stoffa, fin dalla sua invenzione. Il velluto ha una storia controversa: secondo alcuni studiosi è di origine araba, introdotto a Baghdad durante il regno di Harun al-Rashid grazie a mercanti del Kashmir; altre fonti, invece, pur riconoscendo l’origine araba, posticipano l’ingresso di questo tessuto nel mercato mediterraneo al periodo successivo le crociate. Fin dall’inizio della sua storia simbolo di lusso e nobiltà, il velluto incontrò numerosi ostacoli, come la seta ed il cotone, per l’ingresso in Occidente e divenne in uso e di moda solo negli ultimi tre secoli del Medioevo.
[2] Il mantello misura 3 metri di ampiezza per 150 cm di altezza.

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